Camminare

di Bill Bunting
tradotto da Alessandro Zampagna

Come possiamo interpretare correttamente il Tao? Come possiamo spiegare gli insegnamenti del Tao? Come possiamo descrivere il Tao? Come possiamo comunicare dov’è il Tao ad un’altra persona? La risposta, quasi ovvia, è che non possiamo.

Al massimo quello che possiamo cercare di fare è illuminare con una fiammella il sentiero… e camminare. Se qualcuno si unisce a noi sulla via e cammina con noi per un tratto, allora siamo in compagnia, altrimenti camminiamo soli, ma continuiamo a camminare. Su questa via non ci sono bus o macchine, neppure biciclette, è un sentiero per soli pedoni. Ci sono molte, molte anime che hanno smarrito la rotta e stanno sedute lungo il bordo del sentiero, e a volte una di queste anime sono io. Poi un giorno, dopo un breve riposo, una rapida meditazione, una parola cortese, una piccola gentilezza, mi rialzo e cammino.

Qual è il senso? Perché tutto questo camminare? Semplicemente perché il Tao può essere trovato sono nel viaggio, nel cammino. Il Tao, il vero, reale, eterno, Tao senza nome non può essere trovato in nessun libro o in nessuna scuola.

Gli antichi Maestri lo sapevano e anche Lao Tzu lo proclamò. Quando ci chiudiamo in concetti accademici o esoterici, perdiamo il Tao. Quando ci dedichiamo ad interpretare, perdiamo il significato. E’ molto facile rimanere intrappolati nell’eccesso di analisi e dispute, quando tutto quello che conta è il cammino.

Anche il sentiero diventa irrilevante se nessuno può trovarlo.